Zucchero nero

Zucchero nero

Con una prosa sontuosa che mescola l’elemento fantastico al racconto filosofico, l’ enfant prodige della letteratura francese ci restituisce il commovente ritratto di un paese afflitto dalle sue stesse, immense ricchezze. Narra la leggenda che il vascello del pirata Henry Morgan si incagliò tra le paludi di mangrovie dei Caraibi e fu inghiottito dalla foresta insieme al suo carico d’oro e gioielli. Tre secoli dopo, sopra il vascello fantasma è sorto un villaggio, dove prospera la famiglia Otero e dove ancora si raccontano le storie di quel tesoro favoloso. Fra i tanti avventurieri che arrivano al villaggio in cerca di fortuna, spunta un giorno Severo Bracamonte: maldestro rabdomante che esplorando quella terra selvaggia, lussureggiante, finirà per essere attirato nella rete della giovane Serena Otero, erede di una vasta piantagione di canna da zucchero.

Una piantagione che si trasformerà in una distilleria di rum sotto la guida spregiudicata di Eva Fuego, nata da un campo in fiamme e accolta come una figlia da Serena. Dopo Il Meraviglioso viaggio di Octavio, Miguel Bonnefoy reinventa in questa fiaba sensuale e picaresca la leggenda di uno dei più celebri corsari della storia, intrecciandola ai destini di uomini e donne mossi dalla ricerca dell’amore e ostacolati dai capricci della sorte. Con una prosa sontuosa che mescola l’elemento fantastico al racconto filosofico, l’ enfant prodige della letteratura francese ci restituisce il commovente ritratto di un paese afflitto dalle sue stesse, immense ricchezze.