Le cascine di Adele

Le cascine di Adele

Forse gli arcobaleni più belli sono quelli che ci nascono dentro e che vediamo solo noi. È il caso della protagonista di questo libro, una voce di donna che si racconta in pagine soffici e delicate, e però impregnate di vita e delle lacrime che il destino, quando vuole, sa estorcere. Ma la natura, la campagna ligure, punteggiata com'è di animali, cascine e stalle, può divenire il medicamento più efficace dell'anima. E da questo rapporto può sorgere una sorta di filosofia spontanea, che guarda alla leggerezza e fa sì che un casale diventi una nuova possibilità di vita. In questa storia fatta di storie non c'è però solo una donna, c'è anche un uomo, Olmo, che per ironia della sorte si chiama come un albero, come una parte di quella terra che è il vero fulcro di questo libro. È lui che infrange una promessa, è lui che uccide il sogno di una vita in comune. E così un amore folle vola via e lascia un vuoto, una scia che parla la lingua della solitudine, dell'abbandono, della tristezza.

Ma le esperienze negative, per quanto dure, a un certo punto debbono arrendersi alla forza di chi sa trovare dentro sé le risorse per disegnare con i propri occhi una nuova strada da percorrere.