TerrAcqua. Schermi immaginali

TerrAcqua. Schermi immaginali

Il testo propone una lettura immaginale di alcune opere cinematografiche particolarmente adatte a immergersi e sostare nei grandi simboli della Terra e dell'Acqua. Non si tratta di saggi di critica cinematografica, ma di esercizi di sguardo, con l'impegno a far risuonare le immagini filmiche, senza sovrapporre ad esse proiezioni, idee, vissuti, giudizi, ideologie. A partire da opere di registi che mostrano come abitare la Terra e l'Acqua appassionatamente e rispettosamente, i saggi mostrano come sia possibile, nella modernità, guardare il mondo con devozione, per guarirne l'imperante eccesso di razionalità. Sondando e approfondendo l'operatività simbolica dei film grazie alla facoltà immaginativa, le letture immaginali sono percorsi per rieducare uno sguardo superficiale e frettoloso e per riposare in una postura di passione e meraviglia su film come: L'isola, di Kim Ki-Duk (2000); Respiro, di Emanuele Crialese (2002); A snake of June, di Shinya Tsukamoto (2002); Acqua tiepida sotto un ponte rosso, di Shohei Imamura (2001); Aguirre, furore di dio, di Werner Herzog (1972); Il pianeta azzurro, di Franco Piavoli (1981); Dove sognano le formiche verdi, di Werner Herzog (1985); Few of Us - Lontano da Dio e dagli uomini, di Sharunas Bartas (1996); Il sapore della ciliegia, di Abbas Kiarostami (1997); Exils, di Tony Gatlif (2004).