Il cretino. Rispettabile se non esauriente trilogia sull'argomento

Il cretino. Rispettabile se non esauriente trilogia sull'argomento

Benché la "rispettabile se non esauriente trilogia del cretino" risalga ad anni lontani ("La prevalenza del cretino" uscì nel 1985, "La manutenzione del sorriso" nel 1988 e "Il ritorno del cretino" nel 1992), il tema continua a essere di scottante attualità. "La rilettura delle nostre pagine" ammisero Fruttero & Lucentini all'inizio del nuovo millennio "suscita in noi sentimenti contrastanti. Ora prevale il compiacimento per aver intuito e prefigurato con notevole anticipo (ma era poi così difficile?) non poche sequenze avvenire dell'amaro film. Ora ci rodono i rimorsi per non aver detto di più, segnalato altre nefandezze, sventolato più numerose bandiere di sarcasmo, dileggio, fustigante ironia. Perché nello sfondo c'è sempre la grande questione: a che mai servirà tutta questa critica della bêtise? A niente, parrebbe di poter rispondere in conclusione. Il cretino è imperturbabile, la sua forza vincente sta nel fatto di non sapere di essere tale, di non vedersi né mai dubitare di sé. Il movente di libri come questo andrà dunque cercato tra passioni di minoranza: lo sfogo impotente, la vana rivalsa, il piacere invero minuscolo di aver almeno detto al nemico ses quatre vérités. E il divertimento, l'allegria, la spensierata irresponsabilità di chi sa di aver perso in partenza e cerca di soffrirne il meno possibile, offrendo già che c'è al suo pubblico lepide e sintetiche consolazioni".