Hai freddo?

Hai freddo?

Ispirandosi ai maestri dell'horror, i granitici Poe e Lovecraft, i racconti di Giovanni Canu come voci di sirene ammaliano il lettore e lo guidano al cospetto di visioni mostruose, lì dove il canto raggiunge note di inaudibile terrore. La realtà va deformandosi nel sogno, il sabbioso confine che separa i due mondi va dissolvendosi; l'unica certezza che resta nei protagonisti di queste incredibili storie è l'ossessione, una paranoica, martellante, opprimente e fisica sensazione di persecuzione che spinge l'uomo a fuggire, imprigionandolo come un topo in un labirinto di paura. Vanità, solitudine e avidità rinchiudono l'uomo nelle segrete stanze della follia dove il respiro della morte si fa ansimante, l'aria gelida e il fetore pungente. "Hai freddo?" è un interrogativo che turba in profondità e sfiora i nervi scoperti di coscienze dannate. La voce narrante ricalca la voce del pensiero, rivelandone timori e incertezze, instaurando col lettore un'intimità inattesa e condividendo con lui le soste nei più nascosti e bui meandri dell'anima.