Erich Auerbach. Una teoria della letteratura

Erich Auerbach. Una teoria della letteratura

"Io ho sempre avuto l'intenzione di scrivere storia: mi accosto dunque al testo non considerandolo isolatamente, non senza presupposti: gli rivolgo una domanda, e la cosa più importante è questa domanda, non il testo": così scriveva Erich Auerbach nel 1958.

La nozione di "storicità" è al centro della riflessione auerbachiana già a partire dagli anni Venti del Novecento.

Pur anticipando tematiche e problemi che caratterizzeranno la stagione del cosiddetto postmodernismo, quella che il filologo tedesco finirà per elaborare è una vera e propria estetica della mimesis, basata su solide premesse filosofiche e tesa a cogliere, insieme con l'autonomia della letteratura e delle sue strutture linguistico-formali, anche il suo legame organico con l'evoluzione storica e sociale. Prendendo le mosse dalla "filologia" di Vico ma anche dalla sua "filosofia della storia", rilette attraverso le categorie della logica dialettica di Hegel, Auerbach definisce le basi teoriche di un nuovo umanesimo storicista. I processi di globalizzazione e la conseguente crisi delle ideologie postmoderniste rimettono oggettivamente al centro della cultura contemporanea l'idea auerbachiana di "Weltliteratur", l'esigenza di una letteratura intesa come "rispecchiamento" della realtà, delle sue contraddizioni come dei suoi contenuti universali e umani, di là da ogni prospettiva genericamente relativistica o "nichilistica".