Regole di esclusione e regole di valutazione della prova

Regole di esclusione e regole di valutazione della prova

Di fronte ad una prova cognitivamente sospetta, oppure in grado, se utilizzata senza alcuna limitazione, di pregiudicare valori di fondamentale importanza, si pone per il legislatore una netta alternativa: sottoporre la medesima ad una 'regola di esclusione', vietandone tout court l'impiego, oppure prevederne in astratto il valore conoscitivo attraverso una 'regola di valutazione'. Non sempre si colgono le specificità e le differenze di queste due tipologie di regole probatorie. Muovendo dall'esame dei loro più importanti precedenti storici e referenti comparatistici, il volume si propone di tracciarne la fisionomia e le peculiarità. Al di là degli scopi che esse, di volta in volta, specificamente si propongono, i loro tratti distintivi corrono lungo il crinale della rispettiva conformazione: alla struttura rigida che connota le regole di esclusione previste nel sistema italiano, volta a consentire un'immediata e precisa individuazione delle prove vietate, fa da contrappunto la struttura flessibile che contrassegna le regole di valutazione, tale da non impedire che il valore delle prove stigmatizzate sia, in realtà, stabilito dal giudice, anche in contrasto con i risultati prefissati dal legislatore. Queste differenze producono a loro volta non poche ripercussioni pratiche sul piano della violazione delle regole di esclusione e di valutazione, della loro successione nel tempo e della loro efficacia nello spazio.